MAREMANIA presenta VETROMANIA: VETRO(d)A(l)MARE


L'artista lavora con svariati materiali in disuso recuperandoli per poi utilizzarli in modo creativo; tra questi i vetrini che si trovano in riva al mare, luogo magico per questa donna fin dai tempi della sua infanzia, perchè come dice lei stessa il fascino che si sprigiona dai cromatismi dei vetrini è capace di attenuare il disagio dell'anima, almeno della sua: "la bellezza dei colori, fa scoprire che ogni piccola cosa, anche un vetro scolpito dal mare e raccolto sulle rive, ha una sua identità e merita uno sguardo".
MAREMANIA e VETROMANIA nascono come lavoro nel 2010 con la raccolta di vetri e altri materiali smussati dal mare e poi assemblati su sfondi bianchi e fotografati. Quando c'è elaborazione grafica al computer é solo uso di bilanciamento colore o leggera saturazione. Il lavoro dell'artista è un lavoro come dice lei "leggero" dove la meglio identificazione finale è quella di poster o carta da teppezzeria, sfondi di arredamento per qualcosa di minimal che ben s'intona a tutto quello che potrebbe circondare il lavoro stesso. Metella infatti definisce questi lavori come "naturali trasparenze", "naturali high tech", "digital bio art". Nel caso della VetroMania, come in altri lavori, c'è un gioco di parole che rispecchia il suo processo creativo. Parole, colori, forme creano una melodia, quasi un concerto dove ogni elemento rafforza l'altro.
I "vetri dal mare" sono quindi "vetri d'amare", come la natura, che tutto é e tutto rende bello e maestoso, anche un semplice pezzo di vetro. Nella sua visione, un vetro ritrovato in riva al mare non é altro che un rifiuto gettato a sacrilegio dall'essere umano in uno degli elementi più potenti del nostro ecosistema e restitituito, in qualche modo migliorato e plasmato, come in fantasia, fosse una pietra preziosa, che sia questa uno smeraldo, uno zaffiro, un occhio di tigre, un rubino o un'ametista. Questa trasformazione che opera madre natura é pura magia e l'artista con i suoi lavori, le vuole rendere omaggio.
Con le sue composizioni, quasi sempre monocromatiche, vuole influenzare positivamente anche i fruitori cercando di sussurrare loro: "guarda come anche semplici pezzi di vetro, attraverso il lavorio del mare che gioca sui cromatismi e sulla trasparenza, sono una piccola meraviglia della nostra esistenza".
Metella si diverte anche a raccogliere piccoli frammenti ossei, con i quali compone reperti archeologici immaginari, o a recuperare vecchi pezzi di metallo che ritrova sulla battigia dopo le mareggiate, mostrandoci come vecchi oggetti stanchi e arrugginiti possano tramettere il trascorso del tempo, proprio come le rughe sul volto di un'anziana signora. Metelle vuole dirci che tutto può essere esteticamente apprezzabile se si sa coglierne la parte "bella".
L'artista ci rammenta che bisogna continuare a giocare anche quando si cresce, certa che la cosa non solo faccia bene a se stessa ma possa coinvolgere chi guarda i suoi lavori e prenderne spunto per tornare al gioco, alla composizione, ai colori, a quello che da bimbi ci viene spontaneo fare in ogni momento spinti dall'immaginazione e dal fare: il gioco come processo creativo, il gioco come sfogo, il gioco come relax.
Composizioni astratte dove il cromatismo diventa quindi il soggetto principale di una melodia, quasi fossero note colorate anziché musicali; composizioni meno astratte dove gli assemblaggi cromatici diventano paesaggi, città surreali, come i loro titoli suggeriscono; composizioni con frammenti ossei o ferro che ricordano figure quasi esoteriche e tribali. I fruitori s'immergono in questi lavori, come quando in una fiaba il protagonista si trova davanti a un magico tesoro.


Maremania è un marchio registrato e le composizioni grafiche così come tavolini e porte sono registrate come disegni ornamentali.